Un viaggio di consapevolezza tra psicologia, spiritualità e il mistero della vita oltre la morte

Viviamo spesso immersi nella superficie della mente, identificati con ruoli, pensieri e paure che ci fanno dimenticare chi siamo davvero. Il respiro dell’eterno nasce proprio da questo bisogno di ritrovare il contatto con la nostra essenza più profonda — quel Sé che non nasce e non muore, e che ci accompagna oltre ogni illusione.

In queste pagine, Filippo Conti, psicologo e psicoterapeuta, intreccia la psicologia del profondo con la dimensione spirituale e transpersonale, dando vita a un saggio che è insieme una riflessione filosofica e un percorso esperienziale.
Attraverso riferimenti a Jung, Assagioli, Hillman, Steiner, Besant, Bailey e alle più recenti teorie sulla coscienza, l’autore ci guida a riconoscere la natura illusoria dell’ego e ad aprirci a una visione più ampia dell’esistenza, in cui la morte non è una fine, ma un passaggio verso nuovi stati di consapevolezza.


Un ponte tra scienza e spirito

Il respiro dell’eterno unisce rigore psicologico e profondità spirituale, offrendo un linguaggio accessibile ma denso di significato.
Ogni capitolo è un invito a guardare oltre la mente razionale, a riscoprire il contatto con il Sé e a vivere con maggiore presenza e fiducia il mistero della vita.

L’autore accompagna il lettore nel comprendere come la vera libertà nasca dal riconoscimento dell’illusione della separazione, e come la consapevolezza possa trasformare la paura in apertura, la sofferenza in crescita e la perdita in un nuovo inizio.


Per chi è questo libro

Questo libro si rivolge a chi sente che la psicologia da sola non basta a spiegare l’anima umana, e che la spiritualità senza discernimento rischia di diventare fuga.
È pensato per chi cerca un ponte tra mente e spirito, per terapeuti, ricercatori interiori, e per chi attraversa momenti di crisi esistenziale o desidera riscoprire il senso della propria vita alla luce di una coscienza più vasta.


Il messaggio dell’autore

“Ognuno di noi è chiamato a ricordare ciò che è oltre la forma.
La morte non è la fine di un viaggio, ma il momento in cui l’anima si ridesta al suo respiro più autentico: quello dell’eterno.”
Filippo Conti, Psicologo-Psicoterapeuta

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