L’ansia non è solo un sintomo da eliminare. È una soglia, un confine interiore che separa ciò che siamo diventati da ciò che potremmo essere. È un richiamo. Un segnale che qualcosa in noi preme per emergere, per essere visto, riconosciuto, accolto.

Molti arrivano in psicoterapia per l’ansia dicendo: “Voglio che passi”. Ma raramente si chiedono da dove arriva, o cosa cerca di dire. L’ansia, infatti, è spesso un messaggero dell’anima, che si manifesta quando la nostra esistenza è troppo stretta rispetto al nostro potenziale.

L’ansia come energia bloccata

A livello psicologico, possiamo considerare l’ansia come un accumulo di energia vitale non espressa. Un’emozione trattenuta. Un desiderio represso. Il corpo lo sente, il respiro si accorcia, il battito accelera. Il pensiero si fa confuso. Ma tutto questo non è un nemico: è una richiesta di ascolto.

Dall’ansia al senso

Ciò che spaventa dell’ansia non è solo il malessere, ma l’assenza di senso. Quando l’ansia si fa strada, è perché la psiche vuole crescere, trasformarsi. Ma se non comprendiamo il significato profondo dei sintomi dell’ansia, rischiamo di combatterla — o peggio, sedarla — senza coglierne il messaggio.

Eppure, nel momento in cui cominciamo a guardarla negli occhi, l’ansia può diventare una guida preziosa. Ci mette in crisi — nel senso più profondo del termine: crisis, dal greco krino, scelta. È una soglia evolutiva.

Uno spazio per ascoltarsi

Nel mio lavoro di psicologo a Firenze, offro uno spazio protetto in cui l’ansia può essere ascoltata senza giudizio. Utilizzo strumenti come la visualizzazione terapeutica, il gioco della sabbia, la meditazione immaginativa — perché spesso l’ansia non si risolve con le parole, ma con il linguaggio simbolico, quello dell’inconscio.

Attraverso questi strumenti, le immagini interiori si fanno visibili. I blocchi possono prendere forma e — proprio grazie alla relazione terapeutica — iniziare a sciogliersi. Il corpo si rilassa, l’anima si sente accolta.

L’ansia come inizio

Superare l’ansia non significa eliminarla, ma trasformarla. Scoprire che dietro ogni sintomo si nasconde un senso. Che l’ansia, spesso, è la prima manifestazione di un bisogno più profondo: quello di essere se stessi. Veramente.

E allora, più che un nemico da combattere, l’ansia può diventare una soglia sacra. Il punto in cui la coscienza si risveglia, e inizia il viaggio verso casa.

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